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Ruggero Tita celebrato anche da Nones e Zorzi

Ruggero Tita con i vincitori di ori olimpici Franco Nones e Cristian Zorzi
Ruggero Tita con i vincitori di ori olimpici Franco Nones e Cristian Zorzi

Il prato del Sanbàpolis adiacente la Casa dello Sport del CONI Trento allestito a festa. Alle ore 10:30 gli occhi erano tutti rivolti a lui: Ruggero Tita, 29 anni di Civezzano (Tn), atleta del Gruppo Sportivo vela delle Fiamme Gialle, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 assieme a Caterina Marianna Banti (Canottieri Aniene), specialità Nacra 17 foiling.
Il CONI Trento, in rappresentanza di tutto il movimento sportivo, la Provincia autonoma di Trento e Trentino Marketing hanno celebrato un successo che è e sarà per sempre parte della storia dello sport locale. Mai un atleta trentino era salito sul gradino più alto del podio in una edizione estiva dei Giochi Olimpici. Fino a Tokyo 2020 e alla Medal Race andata in scena all’Enoshima Yacht Harbor lo scorso 3 agosto con l’equipaggio Tita-Banti che concludeva la regata in sesta posizione dopo aver ottenuto il primo posto nelle 12 prove di qualifica. Campioni olimpici con 35 punti, in seconda posizione la Gran Bretagna – paese ad aver vinto più ori nella storia della vela a cinque cerchi (27) – con la Germania a completare il podio.
Quella di Ruggero Tita è dunque la prima medaglia conquistata da un atleta trentino in 32 edizioni dei Giochi Olimpici estivi. Un risultato che rimarrà dunque nella storia dello sport nostrano, così come le 12 medaglie ottenute dagli sciatori di casa nostra in 23 edizioni dei Giochi a cinque cerchi in versione invernale, delle quali ricordiamo 3 di oro, 2 d’argento e 7 di bronzo.
Sono dunque 7 in totale i medagliati olimpici trentini. Oltre a Tita, per le discipline invernali ricordiamo Franco Nones (oro nella 30 km di Grenoble 1968), Giorgio Vanzetta (oro nella staffetta di Lillehammer 1994; argento nella staffetta, bronzo nella 15 km e bronzo nella 50 km di Albertville 1992), Bice Vanzetta (bronzo nelle staffette di Albertiville 1992 e Lillehammer 1994), Cristian Zorzi (oro in staffetta a Torino 2006, argento in staffetta e bronzo nella sprint a Salt Lake City 2002), Antonella Confortola (bronzo nella staffetta di Torino 2006). L’unica medaglia che non riguarda la specialità dello sci di fondo l’ha invece ottenuta Lidia Trettel nello snowboard, con un bronzo a Salt Lake City nel 2002.
Medaglie alle quali bisogna aggiungere l'oro centrato nel pattinaggio (Federazione di riferimento Fisg) nell'inseguimento a squadre a Torino 2006.
E se vogliamo aggiungere i trentini adottivi ci sono pure Dorothea Wierer nel biathlon che ha vinto due bronzi nelle staffette miste di Sochi 2014 e Pyeongchang 2018, nonché Alessandro Pittin in combinata nordica a Vancouver 2010. Entrambi ora sposati e residenti in Val di Fiemme.

Gli esordi sportivi di Ruggero nello sci alpino

Ruggero Tita con il suo allenatore di sci alpino Pino Pasquali
Ruggero Tita con il suo allenatore di sci alpino Pino Pasquali

Il legame di Ruggero Tita con il mondo dello sport invernale non è solo relativo alle medaglie olimpiche, visto che da giovanissimo aveva praticato lo sci alpino con lo Ski team Il Podio di Trento, allenato dal tecnico federale Pino Pasquali che lo stesso Ruggero ha voluto ricordare nella sua lunga fila di ringraziamenti durante la cerimonia presso la sede del Coni. «Ho avuto la fortuna di allenare Ruggero – precisa Pino Pasquali – quando aveva deciso di cimentarsi sugli sci da giovanissimo gareggiando con il nostro sci club nelle categorie baby e cuccioli per tre stagioni. Già a quell’età era molto determinato e talentuoso e un tantino spericolato. Doti che non tutti gli sportivi anno da piccoli. In gara otteneva buoni risultati, ma a lui piaceva il fuoripista, il freestyle, e quando c’era da saltare e fare evoluzioni era inarrestabile».

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