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IFDS: Gli uomini jet Kilde e Paris senza limiti

Dominik Paris (foto Ufficio Stampa Provincia Trento)
Dominik Paris (foto Ufficio Stampa Provincia Trento)

L’obiettivo è identico per il ventinovenne norvegese Aleksander Aamodt Kilde e per il trentaduenne altoatesino della Val d’Ultimo Dominik Paris: vincere una medaglia alle Olimpiadi invernali del prossimo febbraio a Pechino. Lo hanno evidenziato, come era prevedibile, nell’incontro dal titolo “Liberamente” andato in scena al Teatro Sociale, all’interno del ricco programma di eventi del Festival dello Sport di Trento. Poche settimane fa gli atleti della Norvegia e dell’Italia hanno fatto incetta di medaglie in occasione dei Giochi a cinque cerchi estivi a Tokyo e i due fuoriclasse della velocità sugli sci contano di proseguire nella positiva tendenza anche sulla neve.
La medaglia olimpica è il sogno di tutti gli atleti, ma non sarà facile, perché sono in tanti gli uomini jet in grado di giocarsi il podio in una gara che si risolve sul filo dei centesimi, ma pure perché per qualificarsi bisogna portare a casa comunque un’ottima stagione in Coppa del Mondo, che inizierà il 23 novembre a Lake Louise (Canada), anche se il loro palmares li vede sicuramente invitati d’obbligo: per Kilde la vittoria della Coppa del Mondo assoluta nel 2020 e la coppa di superG nel 2016, per Dominik un oro mondiale in superG ad Aare 2019, un argento ai mondiali di Schladming 2013, nonché la coppetta di cristallo di superG nel 2019.
Dominik e Aleksander in comune hanno però anche un brutto infortunio al ginocchio destro in allenamento: l’azzurro nel gennaio 2020 e il norvegese lo stesso mese del 2021. “Ci ho messo un anno per tornare a vincere dopo l’infortunio – ha dichiarato Paris – non è facile ritrovare la sicurezza sugli sci e la condizione mentale dopo un forte trauma anche per atleti come noi che siamo abituati a ricercare sempre il nostro limite. Fortunatamente nel mio recupero non ho mai avuto male e nemmeno il ginocchio gonfio, così ho potuto lavorare fisicamente con assiduità. E sono tornato più forte di prima sia di testa sia fisicamente”.
Il norvegese, che in inverno si allena spesso sulla Paganella (training center alpino della nazionale scandinava) invece deve ancora provare a forzare sugli sci: “Il recupero procede secondo copione – ha evidenziato Kilde – il prossimo passo sarà provare scorrevolezza e sensazioni sugli sci. Sono fiducioso di fare bene, anche se non sarà facile essere subito competitivo”.
Alla domanda su come gestiscono la paura in gara, quando spesso superano i 150 km orari, entrambi hanno risposto in maniera simile: “Usciti dal cancelletto si pensa alla gioia di fare un risultato importante dopo aver tagliato il traguardo, cercando di trovare velocità e intensità, senza commettere errori. Gli alleniamo per questo”, il pensiero del norvegese. “La concentrazione è sempre sulla pista e su come affrontarla nel migliore dei modi. Non c’è spazio per altri pensieri quando si è in gara”, ribadisce l’altoatesino.
I due campioni hanno evidenziato come la musica abbia un ruolo strategico nei momenti agonistici: “Le cuffiette sono le mie insostituibili compagne di vita. Indispensabili per rilassarmi e concentrarmi. Ascolto molti generi musicali, non molto però quello per cui va pazzo Dominik..”, ha detto Kilde. Paris invece non solo ascolta la musica, ma la suona con il suo gruppo heavy metal “Rise of Voltage” e la prossima estate, magari con al collo una medaglia olimpica, pubblicheranno il loro secondo album. Ad Aleskander non poteva mancare una domanda sul rapporto con la neo fidanzata Mikaela Shiffrin: "Ci sosteniamo a vicenda, abbiamo avuto momenti difficili entrambi ultimamente. Chi comanda in casa? Lo dice il palmares di Mikaela. Lei è la star, io per il momento solo la sua guardia del corpo".

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